Il Parkinson è una malattia che colpisce 250 mila di persone e che provoca la degenerazione progressiva delle cellule cerebrali con tremore e difficoltà motorie. Fra un po’ potrebbe arrivare un nuovo test che si effettua sulla saliva che servirà ad ottenere una diagnosi precoce.

Parkinson


Lo studio e la scoperta è stata fatta dai ricercatori guidati da Alfredo Berardelli, professore di neurologia all’università La Sapienza di Roma nonché Presidente della fondazione Limpe per il Parkinson Onlus.

Oggi come oggi la diagnosi si basa sui sintomi e su alcuni esami per immagini come la tomoscintigrafia cerebrale o la tomografia ad emissione di positroni. 



Nel prossimo futuro però potrebbe arrivare un nuovo test che si effettua sulla saliva, semplice, pratico e non invasivo. Si tratta di una proteina che favorisce il rilascio della dopamina ossia un neurotrasmettitore importante per il controllo dei movimenti. In chi è affetto dal Parkinson, questa proteina tende ad accumularsi creando un ammasso molto pericoloso per i neuroni cerebrali.

Questa cosa ora si individua con un esame invasivo che consiste in un prelievo del liquor, il liquido cerebro spinale contenuto nella colonna vertebrale mediante una puntura. A breve potremo dire addio a questo metodo e fare spazio al test sulla saliva che è ancora in fase sperimentale ed avrà perciò bisogno di altre conferme.