Le spugnature intime, chiamate anche bagni derivativi, sono una pratica riscoperta da poco e diffusa grazie al passaparola su internet. Secondo chi l’ha provata, questa pratica ha effetti quasi miracolosi. Ma è davvero così? Scopriamola insieme.

spugnatura


Innanzitutto occorre dire che esistono due versioni differenti di bagni derivativi: le seguenti varianti sono state elaborate dalla skipper francese France Guillain.

Nella prima edizione del suo libro la Guillaim suggerisce di praticare, in tutta la zona vulvare, delle spugnature fredde. I bagni perciò non interessano sono la zona inguinale, ma anche le piccole e grandi labbra e la zona dove si trova il clitoride.

Nella seconda edizione del libro, invece, la Guillaim invita a eseguire spugnature solo sulla parte più bassa delle due pieghe dell’inguine su ciascun lato tanto nell’uomo quanto nella donna.



La procedura consiste in un applicazione fredda ai lati della zona intima o con le aspersioni con un panno in spugna o in fibra naturale bagnato in acqua fredda che va passato su ciascun lato del pube. Si consiglia di mettersi su un bidet o nella vasca da bagno o utilizzare dei simil-assorbenti che si possono comprare online e che vanno messi a raffreddare in frigorifero. Una volta applicati inviano uno stimolo freddo alla zona pelvica.