Conservare gli alimenti nei barattoli, in salamoia o seccandoli, è un’alternativa valida al congelamento. Ma se scelti male o se mal preparati, i cibi rischiano di perdere le loro qualità nutrizionali.

Conserve


 

Marmellate, ragù, gelatine, per molte famiglie l’estate è stata sinonimo di conserve anche se, a partire dal 1960, l’arrivo del congelatore ha relegato questa tecnica di conservazione artigianale in secondo piano. Oggi però, barattoli in vetro e vasetti sono rinati, godendo il ritorno della cucina locale che simboleggia una certa idea di “mangiare bene”.



Le nuove generazioni che hanno avuto un’educazione culinaria permissiva e un’alimentazione molto industrializzata, desiderano imparare a cucinare. Ma il “fatto in casa” è garante di una migliore qualità nutrizionale? Non dimentichiamo che mal conservati, gli alimenti non solo possono perdere una buona parte delle loro qualità nutrizionali, ma diventare una minaccia per la nostra salute. E’ necessario prendere delle precauzioni scegliendo con attenzione dei prodotti freschi, possibilmente appena raccolti, poiché le piante possono perdere parte delle loro vitamine durante il trasporto o lo stoccaggio.

La conservazione persegue tre obiettivi. Neutralizza gli enzimi naturali presenti negli alimenti che digeriscono le cellule e innescano il processo di decomposizione. Riduce il contenuto di acqua degli alimenti che favoriscono la proliferazione di microrganismi (batteri, funghi, lieviti …). Impedisce l’azione di ossigeno nell’aria, che provoca l’ossidazione.

Le conserve devono essere perfettamente sterilizzate. E per finire, attenzione all’eccesso di sale e di zucchero.